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martedì 13 novembre 2007

A Vicenza ho visto democrazia, non correnti.

All'indomani dell'assemblea costituente regionale alcuni giornali hanno scritto di spaccatura sulle modalità di elezione / designazione dei coordinatori provinciali, annunciando la nascita delle correnti nel PD veneto.
Allo stesso modo, alcuni esponenti politici hanno sostenuto che "bindiani" e "veltroniani di sinistra", proponendo un diverso ordine del giorno e insistendo perché si andasse a votazione, abbiano voluto contarsi e segnalare la propria esistenza.
A mio parere, tali analisi non sono corrette e non colgono il punto.
La realtà è che a Vicenza, diversamente che alla costituente nazionale di Milano, abbiamo vissuto un importante momento di democrazia interna al partito: chi ha chiesto la parola l'ha avuta, chi ha voluto proporre ordini del giorno li ha proposti, c'è stato confronto dialettico, c'è stata votazione con conta dei voti.
L'esistenza di posizioni diverse su qualche argomento non è causa / effetto di spaccature nel partito (anche perché ciò significherebbe che la proposta "ufficiale" dovrebbe essere sempre l'unica da prendere in considerazione, alla faccia della democrazia), è invece segno di pluralismo, di desiderio di partecipare alla costruzione di un soggetto politico nuovo e di impegno affinché il partito cresca nel confronto aperto tra idee.
Sicuramente è giusto cercare, quando possibile, una mediazione (si spera sempre alta) tra posizioni differenti, così come è giusto votare quando non si riesce a raggiungere una soluzione condivisa.
Mi auguro che mai, nel PD, ci sia la paura del confronto, anche duro, su proposte differenti.
Anche perché il confronto non può essere la causa del correntismo, la cui nascita potrebbe invece essere stimolata, se non determinata, dalla formazione di organismi e commissioni con il metodo Cencelli, che auspico non venga mai (più) utilizzato nel PD.

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lunedì 12 novembre 2007

Novità regionali

Sabato 10 si sono svolte nella varie regioni le assemblee costitutenti regionali; in quanto delegata nazionale ero invitata anch'io (senza diritto di voto) e ho quindi partecipato all'evento. L'esperienza è stata molto diversa da quella di Milano del 27 ottobre e per raccontarvela al meglio ho deciso di aprire costituendo anche ad altri giovani autori "regionali", come avrete notato dal cambio di intestazione!
Per il momento vi darò solo alcuni punti essenziali: le modalità di svolgimento dell'asseblea erano sostanzialmente note già la sera prima, i delegati che lo desideravano hanno potuto iscriversi a parlare, la tempistica dell'assemblea è stata definita all'apertura, fissando un orario per le votazioni e legittimando una presidente che ha fatto rispettare con gentile fermezza tempi di parola e impegni previsti. C'è stata la possibilità di sottoporre diversi ordini del giorno al voto dell'assemblea, ed è stato bello vedere gli scrutatori contare con attenzione le deleghe alzate!
Il discorso di apertura del segretario Giaretta è stato molto ben accolto dalla sala, unico punto di parziale dissenso sono state le modalità di elezione del segretario provinciale, per le quali Giaretta non ha proposto modifiche rispetto a quanto previsto dal dispositivo del 27/10. Uno degli ordini del giorno presentati al voto, proposto da rappresentanti della lista Bindi ma trasversalmente sottoscritto, riguardava una modalità alternativa di elezione del segretario provinciale, strutturata in sintesi come segue: primarie aperte a tutti nella seconda metà di gennaio per l'elezione del segretario provinciale e del segretario comunale, con l'elezione di un rappresentante eletto per lista in un collegio di garanzia in grado di gestire il periodo pre elettorale. Un altro ordine del giorno sottolineava il carattere provvisorio del coordinatore provinciale, chiedendo che il coordinatore provvisorio non potesse poi candidarsi a segretario provinciale "definitivo".
Il primo ordine del giorno non è stato approvato, il secondo è stato ritirato prima del voto.
Sono anche stati nominati i diversi rappresentanti delle liste nelle varie commissioni Statuto, Carta dei Valori, mentre sono stati ricordati i forum relativi alla montagna, alla scuola di formazione, alle nuove generazioni e alla comunicazione (delegati e presenti correggetemi se sbaglio!).
In generale l'assemblea regionale è stata molto meno mediatica di quella nazionale, il dibattito più acceso e partecipato, anche se il clima non può ancora definirsi del tutto disteso.
Concludo con un concetto espresso nuovamente da Roberto Fasoli anche in questa circostanza e a cui mi associo: una proposta diversa, una non adesione, una critica costruttiva non testimoniano una volontà di rottura, bensì il desiderio di partecipare democraticamente alla costruzione di un consenso più largo. Non c'è necessariamente conflitto tra parti che non condividono tutti i dettagli di un progetto, se queste parti hanno a cuore il progetto e non hanno paura di confrontarsi apertamente sulle questioni, senza demonizzare le posizioni altrui.

Credo sia un buon punto di partenza che vale per tutti.

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