E' l'ultima frase dell'articolo del Corriere online che racconta degli attentati contro i campi rom a Napoli di ieri. Vergogna e schifo sono i primi sentimenti che suscitano questi fatti. L'ipocrisia di questi italiani che gridano alla pulizia etnica e poi davanti alle telecamere mostrano facce contrite. Una donna sputa in faccia ad una bambina in fasce. Che spettacolo.
Ma si, mandiamoli via tutti questi immigrati, l'italia (il minuscolo non e' casuale) agli italiani. E poi, perche' no...anche tra gli italiani non tutti sono uguali. Prima ripuliamo l'italia dagli immigrati, poi, giustamente, liberiamoci dei disabili (che peso!) e anche dei vecchi! Dopo i 60 anni, ai primi acciacchi, via! Un peso in meno sulle spalle degli onesti cittadini italiani.
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Sto leggendo Bilal, il libro scritto da Fabrizio Gatti, Giornalista (lui si' con la maiuscola) che ha ripercorso il viaggio degli immigrati clandestini dall'Africa centrale all'italia. Leggetelo, se non lo avete ancora fatto. Vi assicuro che non riuscirete piu' a guardare allo stesso modo gli immigrati che incontrate tutti i giorni per strada, sugli autobus. L'immigrazione e' un problema che va affrontato, ma bloccare gli ingressi o espellere in massa i clandestini, spesso mandandoli a morire nei campi di concentramento libici, non risolvera' il problema. Perche' questi uomini e queste donne continueranno ad emigrare, perche' la realta' da cui fuggono e' ben peggiore di qualsiasi tortura subita durante il lungo viaggio, ai posti di blocco nel deserto, nei centri di permanenza temporanea italiani. Una volta chiarito questo, bisogna affrontare il problema dell'immigrazione con lucidita', non con la pancia. Il problema e' l'immigrazione clandestina? Bene, allora dobbiamo sapere che "La disponibilita' di lavoro senza regole e' il vero motore dell'immigrazione clandestina. E le leggi xenofobe che pretendono di sigillare le frontiere non aiutano. Anzi, arricchiscono proprio la mafia [dei trafficanti di uomini] e i caporali. Perche' alla fine, tra burocrazia, code in ambasciata e cavilli, e' piu' facile arruolare schiavi clandestini che assumere manovali con i documenti in regola. (Bilal, pag.394)" E inoltre e' molto piu' economico, dato che i manovali clandestini vengono pagati a 2 euro l'ora. Insomma, rendiamoci conto che gli italiani ci guadagnano grazie all'immigrazione clandestina! Dal nord al sud, dalle imprese edili alle aziende agricole. Non tutti, ovviamente, per fortuna esistono anche realta' che rispettano i diritti degli immigrati.
Il nuovo governo ha gia' annunciato il pugno duro sulla questione immigrazione. Piu' che pugno duro servirebbe una legge che armonizzi la richiesta della manodopera da parte delle aziende italiane con la necessita' della garanzia dei diritti, in modo da fermare questo osceno traffico di esseri umani. Ci riuscira' il nostro nuovo governo? Riuscira' a mettere da parte la xenofobia e a produrre una legge che risolva veramente il problema della clandestinita'?
Ma si, mandiamoli via tutti questi immigrati, l'italia (il minuscolo non e' casuale) agli italiani. E poi, perche' no...anche tra gli italiani non tutti sono uguali. Prima ripuliamo l'italia dagli immigrati, poi, giustamente, liberiamoci dei disabili (che peso!) e anche dei vecchi! Dopo i 60 anni, ai primi acciacchi, via! Un peso in meno sulle spalle degli onesti cittadini italiani.
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Sto leggendo Bilal, il libro scritto da Fabrizio Gatti, Giornalista (lui si' con la maiuscola) che ha ripercorso il viaggio degli immigrati clandestini dall'Africa centrale all'italia. Leggetelo, se non lo avete ancora fatto. Vi assicuro che non riuscirete piu' a guardare allo stesso modo gli immigrati che incontrate tutti i giorni per strada, sugli autobus. L'immigrazione e' un problema che va affrontato, ma bloccare gli ingressi o espellere in massa i clandestini, spesso mandandoli a morire nei campi di concentramento libici, non risolvera' il problema. Perche' questi uomini e queste donne continueranno ad emigrare, perche' la realta' da cui fuggono e' ben peggiore di qualsiasi tortura subita durante il lungo viaggio, ai posti di blocco nel deserto, nei centri di permanenza temporanea italiani. Una volta chiarito questo, bisogna affrontare il problema dell'immigrazione con lucidita', non con la pancia. Il problema e' l'immigrazione clandestina? Bene, allora dobbiamo sapere che "La disponibilita' di lavoro senza regole e' il vero motore dell'immigrazione clandestina. E le leggi xenofobe che pretendono di sigillare le frontiere non aiutano. Anzi, arricchiscono proprio la mafia [dei trafficanti di uomini] e i caporali. Perche' alla fine, tra burocrazia, code in ambasciata e cavilli, e' piu' facile arruolare schiavi clandestini che assumere manovali con i documenti in regola. (Bilal, pag.394)" E inoltre e' molto piu' economico, dato che i manovali clandestini vengono pagati a 2 euro l'ora. Insomma, rendiamoci conto che gli italiani ci guadagnano grazie all'immigrazione clandestina! Dal nord al sud, dalle imprese edili alle aziende agricole. Non tutti, ovviamente, per fortuna esistono anche realta' che rispettano i diritti degli immigrati.
Il nuovo governo ha gia' annunciato il pugno duro sulla questione immigrazione. Piu' che pugno duro servirebbe una legge che armonizzi la richiesta della manodopera da parte delle aziende italiane con la necessita' della garanzia dei diritti, in modo da fermare questo osceno traffico di esseri umani. Ci riuscira' il nostro nuovo governo? Riuscira' a mettere da parte la xenofobia e a produrre una legge che risolva veramente il problema della clandestinita'?