Ricordate le elezioni del 10 febbraio? Le primarie in cui mi ero candidata per far parte del coordinamento comunale? Alla fine pare che io non sia stata eletta, dico pare perchè nessuno ha ricevuto ancora la nomina ufficiale, quindi chissà mai! Non solo! Da allora sono passati ben 5 mesi in cui il coordinamento comunale non è mai stato convocato... e perchè? solo perchè la spartizione di potere è meno facile di quello che ci si aspettava.
Partiamo dall'inizio: la nomina di Scaramuzza a coordinatore provinciale ha sancito che visto che il livello provinciale era finito "in quota DS", quello comunale avrebbe dovuto finire "in quota Margherita". Agli ex Margherita rimaneva solo da mettersi d'accordo su chi. Per un partito che aveva avuto vita breve, la Margherita così come nella realtà quella vera, era caratterizzata da molti petali, molte correnti impossibili da stemperare in un unico progetto, così ecco spuntare i 4 candidati della Margherita a coordinatore comunale: Massimo Venturini, attuale presidente della Municipalità di Mestre Carpenedo, Claudio Borghello, consigliere comunale, Alessandro Maggioni, ex coordinatore della Lista Letta a Venezia tra le altre cose e Andrea Degan, il più giovane dei quattro, corrente dei popolari. Come se non bastasse emerge un altro personaggio dalle fila della Margherita, il prode Danilo Corrà, che a sorpresa osa autocandidarsi al ruolo di coordinatore comunale.
Intravedo una serie di incongruenze:
1. Scaramuzza cosa ne pensa del suo accreditamento in quota DS? Lui che aveva detto proprio a questo blog tra gli altri di voler essere il coordinatore di tutti, al di là delle quote? Lui non ha mai commentato su questo punto.
2. Alcuni ex DS sembrano assultamente sereni di fronte a questa spartizione di potere -uno a me uno a te- scandalizzati più dall'emergere di più di un candidato che dalla prospettiva di fare un'elezione con un solo candidato
3. il PD mi sembra francamente molto poco democratico in questo suo spartire e calmierare il passato con una vaga promessa di sistemare le cose per il futuro. Che fine hanno fatto tutti i discorsi sulle primarie, il coinvolgimento della gente nelle decisioni?
Ieri sera sono stata ad un incontro organizzato dal nostro circolo e tra le varie cose interessanti, ho sentito una frase che secondo me si può applicare alla politica più in generale: la cosa peggiore è vedere le persone cosiddette giovani nella politica dimostrare più reticenza al cambiamento e paura del mutare e dell'evolvere naturale dei sistemi e degli equilibri.
Resto inguaribilmente un'idealista, e credo che il progetto del PD fosse un grande progetto che ora ha paura di diventare ciò che potrebbe essere! Come pensiamo di poter dimostrare alla gente che il partito è un mezzo sociale necessario per rispondere nel pubblico alle esigenze di tutti, colmando la separazione tra pubblico e privato, quando perde ogni singola occasione di accreditare il pubblico (i politici e i rappresentanti in questi organi strutturali) di fronte agli occhi delle persone, in modo trasparente e chiaro?
Si avvicinano altre scadenze elettoriali, tipo elezione delle provincia, elezioni europee, per non parlare del dibattito sul post Cacciari che mi piacerebbe si facesse a livello ampio. Ho scritto in precedenza che al PD oggi manca un'idea di Italia e qualcuno ha commentato dicendo che si tratta si un'affermazione ideologica. La risposta è si! Perchè credo che non ci sia nulla di male nell'avere un'idea di comunità, di società, di vita in comune che coniughi pubblico e privato e non lasci, come scrive Bauman solo solitudine al cittadino. Vale per la politica nazionale, vale per la politica locale, vale in tutti i casi in cui dei sacrifici siano necessari! E' importante vedere la questione nella sua interezza per capire che a piccoli sacrifici individuali corrispondono benefici generali, che la paura, l'insicurezza non si vince mai da soli.
Comincio ad essere stufa di questo tentennare, di questo autoalimentarsi della politica, con sempre le stesse persone a scambiarsi delle poltrone che alla luce dei fatti contano solo per loro. Bisogna ribellarsi creativamente a questa lentezza vischiosa e chiedere che la votazione del comunale non sia solo confermativa, che si facciano le primarie per il presidente della Provincia, che si discuta del futuro di Mestre e Venezia e che anche in base a questo si scelga un sindaco!
Partiamo dall'inizio: la nomina di Scaramuzza a coordinatore provinciale ha sancito che visto che il livello provinciale era finito "in quota DS", quello comunale avrebbe dovuto finire "in quota Margherita". Agli ex Margherita rimaneva solo da mettersi d'accordo su chi. Per un partito che aveva avuto vita breve, la Margherita così come nella realtà quella vera, era caratterizzata da molti petali, molte correnti impossibili da stemperare in un unico progetto, così ecco spuntare i 4 candidati della Margherita a coordinatore comunale: Massimo Venturini, attuale presidente della Municipalità di Mestre Carpenedo, Claudio Borghello, consigliere comunale, Alessandro Maggioni, ex coordinatore della Lista Letta a Venezia tra le altre cose e Andrea Degan, il più giovane dei quattro, corrente dei popolari. Come se non bastasse emerge un altro personaggio dalle fila della Margherita, il prode Danilo Corrà, che a sorpresa osa autocandidarsi al ruolo di coordinatore comunale.
Intravedo una serie di incongruenze:
1. Scaramuzza cosa ne pensa del suo accreditamento in quota DS? Lui che aveva detto proprio a questo blog tra gli altri di voler essere il coordinatore di tutti, al di là delle quote? Lui non ha mai commentato su questo punto.
2. Alcuni ex DS sembrano assultamente sereni di fronte a questa spartizione di potere -uno a me uno a te- scandalizzati più dall'emergere di più di un candidato che dalla prospettiva di fare un'elezione con un solo candidato
3. il PD mi sembra francamente molto poco democratico in questo suo spartire e calmierare il passato con una vaga promessa di sistemare le cose per il futuro. Che fine hanno fatto tutti i discorsi sulle primarie, il coinvolgimento della gente nelle decisioni?
Ieri sera sono stata ad un incontro organizzato dal nostro circolo e tra le varie cose interessanti, ho sentito una frase che secondo me si può applicare alla politica più in generale: la cosa peggiore è vedere le persone cosiddette giovani nella politica dimostrare più reticenza al cambiamento e paura del mutare e dell'evolvere naturale dei sistemi e degli equilibri.
Resto inguaribilmente un'idealista, e credo che il progetto del PD fosse un grande progetto che ora ha paura di diventare ciò che potrebbe essere! Come pensiamo di poter dimostrare alla gente che il partito è un mezzo sociale necessario per rispondere nel pubblico alle esigenze di tutti, colmando la separazione tra pubblico e privato, quando perde ogni singola occasione di accreditare il pubblico (i politici e i rappresentanti in questi organi strutturali) di fronte agli occhi delle persone, in modo trasparente e chiaro?
Si avvicinano altre scadenze elettoriali, tipo elezione delle provincia, elezioni europee, per non parlare del dibattito sul post Cacciari che mi piacerebbe si facesse a livello ampio. Ho scritto in precedenza che al PD oggi manca un'idea di Italia e qualcuno ha commentato dicendo che si tratta si un'affermazione ideologica. La risposta è si! Perchè credo che non ci sia nulla di male nell'avere un'idea di comunità, di società, di vita in comune che coniughi pubblico e privato e non lasci, come scrive Bauman solo solitudine al cittadino. Vale per la politica nazionale, vale per la politica locale, vale in tutti i casi in cui dei sacrifici siano necessari! E' importante vedere la questione nella sua interezza per capire che a piccoli sacrifici individuali corrispondono benefici generali, che la paura, l'insicurezza non si vince mai da soli.
Comincio ad essere stufa di questo tentennare, di questo autoalimentarsi della politica, con sempre le stesse persone a scambiarsi delle poltrone che alla luce dei fatti contano solo per loro. Bisogna ribellarsi creativamente a questa lentezza vischiosa e chiedere che la votazione del comunale non sia solo confermativa, che si facciano le primarie per il presidente della Provincia, che si discuta del futuro di Mestre e Venezia e che anche in base a questo si scelga un sindaco!