martedì 29 aprile 2008

Congresso anticipato?

Leggo ora su Repubblica che Walter Veltroni avrebbe proposto di anticipare il congresso del PD al 14 ottobre, invece di ottobre 2009.
Io sono d'accordo! Il congresso risolverà alcune questioni fondamentali riguardo alla struttura e alla direzione (sia a livello territoriale, che squisitamente politica) del partito, e offrirà la naturale occasione di riformulare le strutture locali, almeno in parte. Infatti, si era detto che gli organismi fin qui costituiti erano provvisori fino al congresso. Personalmente è così che considero gli incarichi che ho ricoperto finora, anzi sarei ben lieta di rimettere tutto in discussione!

Sento già il coro dei no...

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Perchè questo prestito ponte non funzionerà

Per spiegarvelo, vi rimando ad un articolo de La voce, che ancora una volta affronta con lucidità la questione che mi ha tanto indignato. Quello che l'articolo non riporta è l'ultima dichiarazione del nostro prossimo presidente del Consiglio Berlusconi: che l'UE non metta ostacoli nella questione Alitalia, altrimenti la compra lo stato con i soldi delle Ferrovie dello Stato.

Ma non dovevamo privatizzare?

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Un saluto romano saluta la sconfitta

Rutelli ha perso a Roma; Alemanno, il vincitore ha guidato i festeggiamenti circondato da bandiere italiane, cori e fumogeni da stadio e una serie impressionante di saluti romani sulle scale del Campidoglio. Persino un beffardo cartello saluta la vittoria del neo-sindaco di AN: Veltroni santo subito, per aver fatto cadere Prodi, aver contribuito all'uscita della sinistra radicale dal Parlamento e per aver candidato Rutelli. Un Rutelli che ha preso circa 60.000 voti in meno rispetto al candidato alla Provincia di Roma Zingaretti, che invece ha vinto comodamente.
Ora Veltroni si dice amareggiato, e i giornali preannunciano una resa dei conti tutta interna tra le teste di serie che non riusciamo nè a scrollarci di dosso, nè in qualche modo ad influenzare.
Ancora una volta il PD sta per consumare l'ennesimo capitolo della sua breve vita senza le sua braccia, le sue gambe, le sue teste piene di speranza! Intendo alludere alle migliaia di persone che in questi mesi hanno seguito il loro leader anche troppo ciecamente. A chi toccherà di essere sacrificato sull'altare dell'apparenza politica? Personalmente, lo ribadisco, non voglio la testa di nessuno, voglio solo che nel PD si faccia davvero quel cambiamento di cui tanto si è parlato. Sostituire Bettini con Fioroni cambierebbe qualcosa? Un partito di pochi mesi può reggere questo fuoco incrociato? Chissà, in ogni caso non può reggere l'ipocrisia di un ennesimo rimescolamento di carte. Ciò che è in gioco ora non è solo la credibilità del progetto PD, ma anche la fiducia data a Veltroni per guidare questa rivoluzione politica. E' così difficile ammettere di aver commesso degli errori? Invece che piangere sulla debacle di Roma, ripartiamo dalla vittoria di Vicenza, ripartiamo dalla coesione popolare!
Solo ieri Veltroni diceva di ammirare la forza con cui la destra ha dimostrato di saper reagire alle sconfitte in passato. E' il momento di dimostrare che il PD fa sul serio. Di fronte allo sdoganamento apparente del saluto romano, non è possibile semplicemente restare a guardare...

Aggiungo alcune frasi tratte dall'editoriale di oggi di Ezio Mauro, alle quali mi associo..

Veltroni ha incassato due sconfitte pesanti, e tuttavia ha varato un vascello che può andare lontano, un partito della sinistra di governo, che l'Italia non ha mai avuto. Eviti di negare la realtà, come talvolta fa, usi le parole di chi sa di aver perso, ma sa anche dove vuole andare. A cominciare dalla navigazione interna del partito. Un leader ammaccato, depotenziato, frastornato e commissariato non serve a nessuno, se non agli oligarchi. La discussione interna deve essere all'altezza di un partito che è democratico davvero, vuole essere nuovo e non può più accettare procedure d'altri tempi. Valuti Veltroni se non è il caso di strappare di nuovo, per andare avanti, oppure rinunciare. Ci sono sempre quei tre milioni e mezzo delle primarie, pronti a contare nei momenti che contano. Se qualcuno si ricorda di loro.

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giovedì 24 aprile 2008

Beffe e infrazioni

Secondo il Wall Street Journal il Commissario Europeo ai trasporti Jacques Barrot "può e deve respingere" il finanziamento di 300 milioni di euro che il Ministro degli Interni erogherà ad Alitalia, in quanto viola le norme comunitarie sulla concorrenza configurandosi come aiuto di Stato. Dal canto suo il governo non presenterà una notifica formale del finanziamento, pur avendo comunicato alla Commissione Europea il fatto, perchè non ritiene si tratti di aiuto di Stato.
Sull'orlo dell'ennesima procedura di infrazione, accusati di farci beffe della legislazione europea ci prepariamo a vedere questa fantomatica cordata italiana, ormai più avvincente di un vecchio film giallo: c'è? non c'è? quando arriva? ci saranno altri colpi di scena?
Ma intanto come giustificare la leggerezza con cui affrontiamo il problema di aver potenzialmente violato una legge comunitaria? Conterà qualcosa che il prossimo commissario europeo inviato dall'Italia avrà con tutta la probabilità la delega ai trasporti?

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mercoledì 23 aprile 2008

Non ci resta che...

Ieri sera il governo uscente, su richiesta di quello in pectore, ha approvato un finanziamento di 300 milioni di euro ad Alitalia tramite il Ministero dell'Interno, per aggirare il veto UE che di fatto impediva che il Ministero dei Trasporti offrisse un "aiuto di Stato" ritenuto indebito. Pare che cause di ordine pubblico impongano questo maxi finanziamento che, badate bene, permetterà alla compagnia di sopravvivere per "i prossimi mesi" secondo le parole del nostro premier in pectore. E poi? Berlusconi dice no al commissariamento e spera che 3-5 settimane di due diligence la proposta che Alitalia dovrà presentare al mercato sia efficace ed interessante. Inoltre avverte che ci saranno "dolorosi tagli al personale" ma che "ci saranno meccanismi di assistenza da parte dello Stato per chi perderà il lavoro". Come in ogni vergognoso tracollo finanziario che si rispetti comincia lo scaricabarile: a chi lo accusava di avere una responsabilità nel ritiro di Air France, il cavaliere risponde che la vera colpa è del sindacato. Di colpe abbiamo già parlato ieri, quindi non mi dilungo.
Leggere che 300 milioni di euro sono stati stanziati per cause di ordine pubblico legate alla mancanza di collegamenti aerei però è semplicemente risibile... sono indignata! Non solo Alitalia è già costata a tutti noi milioni di euro, serviva rincarare la dose con altri 300! Non sarebbe stato più efficace offrire aiuti di stato agli esuberi nel caso di Air France (relativamente pochi, e certamente meno di quelli che Berlusconi preventiva ora) che impantanarsi nell'ennesimo finanziamento?
Ma dimentico l'aspetto più ironico della vicenda: almeno possiamo felicitarci che Alitalia sia ancora italiana...
Per una lucida analisi di questa storia italiana andatevi a leggere qualcosa qui... non ci resta che indignarci!

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martedì 22 aprile 2008

Il disastro Alitalia

Air France ha fatto sapere che ritira la sua offerta di acquisto di Alitalia, l'ipotesi più credibile ora è il commissariamento. L'alternativa è un'iniezione di liquidità da parte del governo uscente, che dovrebbe poi essere sostenuta dal nuovo governo, ma sembra meno probabile. Non sono certo un'esperta di mercato, o una politica di professione, ma due cose mi vengono in mente. La prima è certamente che questo esito era del tutto prevedibile dopo l'annuncio, poi stemperato, della cordata italiana, che per quanto ne so, semplicemente non esiste. Il secondo punto riguarda il ruolo dei sindacati. L'intransigenza dimostrata nelle trattative rischia di far perdere il lavoro a 7000 persone in caso di commissariamento, oppure di costringerci a finanziare con le tasse di tutti gli italiani altri anni di gestione dissennata, di cui i lavoratori non posso essere certo incolpati, ma che inevitabilmente subiscono. Ancora una volta resto allibita: il mercato ha le sue regole, non essere d'accordo non significa potercisi sottrarre! Ieri sera alla presentazione del libro di Tito Boeri, egli stesso ha detto che i sindacati non sono in grado di gestire la nuova complessità del lavoro cosiddetto precario, ma fallire anche nel caso di Alitalia è un disastro clamoroso, con il concorso di colpa della leggerezza da campagna elettorale del capo del nuovo governo.

Si era parlato di metaforica caduta di teste? Lasciamo le teste dove sono, ma usiamole per fare una seria autocritica... il PD perde tra gli operai, che come diceva un articolo del Corriere cercano una comunanza identitaria che nè la sinistra, nè il sindacato riescono a dare più.
Per chi è molto arrabbiato consiglio la lattura di questo editoriale di Repubblica, che dice meglio molte delle cose che ho scritto.

Oggi ricorre anche la giornata della Terra, quindi chiudo con un "buona giornata della Terra", cerchiamo almeno di fare qualcosa di buono per lei oggi...

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lunedì 21 aprile 2008

Tito Boeri, i giovani e il lavoro

Se questi temi vi appassionano non perdete la presentazione del libro Contro i giovani, di Tito Boeri e Vincenzo Galasso questa sera all'Hotel 2 Torri tempesta in Via del Novale 59 a Noale. Saranno presenti Tito Boeri, Andrea Causin, Gabriele Scaramuzza. Ora di inizio 20.45!

Non mancate!

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